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Mission

Il mio principale obiettivo personale e professionale è relativo all'educazione scientifica, al miglioramento ed alla diffusione della medesima, soprattutto tra i giovani.

La mia inconsueta carriera scolastica superiore (ho studiato in una scuola professionale, in un liceo privato ed in un liceo pubblico, infine al Politecnico di Torino) e le molteplici esperienze lavorative sia a livello "artigianale" sia "intellettuale" hanno determinato competenze, abilità e consapevolezze che ritengo utile mettere a disposizione della collettività e, in particolare, della scuola.

Le esperienze di cui sopra, insieme ad anni di studio e di ricerca personali, sono confluiti - seppur sinteticamente - nel lavoro di tesi sperimentale (un impegno che ha coperto un arco temporale di circa due anni e mezzo) ed in particolare nei 7 approcci didattici ivi indicati, in buona parte già sperimentati sul campo con ottime risposte: tali metodi dovrebbero consentire migliore diffusione ed apprezzamento della "cultura scientifica".
Infatti, com'è rilevabile dalle statistiche più recenti, la cultura scientifica stenta a mantenere il passo con l'evoluzione della società e, spesso, mostra i limiti e la propria incapacità di diffusione specialmente tra i giovani; comportamenti antiscientifici ed irrazionali condizionano negativamente il "progresso materiale e spirituale della società" (1).
Una corretta cultura umanistico-scientifica senza quelle dissennate contrapposizioni che tendono a privilegiare l'una rispetto all'altra è l'obiettivo della mia ricerca e della produzione di corsi e materiale multimediale. Non a caso il mio progetto si chiama IN NOVITATE VIVAM (2) che si può tradurre "vivrò nel progresso"  con un chiaro riferimento alla mie origini culturali e sociali..
Pur non sottovalutando tutti i possibili approcci che derivano dalle scienze cognitive, dalla pedagogia, dalla psicologia, ecc., affronto la didattica con il taglio proveniente dalla mia formazione "ingegneristica" e cerco di integrare e valorizzare le esperienze provenienti da altri settori, in particolare quelle "sul campo" degli insegnanti.
Ritengo che l'educazione scientifica debba far parte concretamente degli obiettivi dell'intera collettività, non soltanto di una minoranza.

Le parole di un grande educatore di oltre un secolo fa risuonano estremamente attuali: "L'educatore è un individuo consacrato al bene dei suoi allievi, perciò deve essere pronto ad affrontare ogni disturbo, ogni fatica per conseguire il suo fine che è la civile, morale, scientifica educazione dei suoi allievi".(3)

(1) "Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società" recita l'art. 4 - II comma della Carta Costituzionale

(2)  "In novitate vivam" è il motto del comune di Novi Ligure (AL) dove ho vissuto per molti anni.

(3)  L'affermazione è di don Bosco e risale al 1877 (Il sistema preventivo nella educazione della gioventù): si veda ad esempio, pag. 7, Don Bosco, Il sistema preventivo, Elledici, Leumann (Torino), 2000

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